Dal primo passo,

senza aspettare l’ultimo.

Non ci si sveglia tutti dicendosi:
“oggi vorrei confrontare delle stampelle”.

È lì che alcune differenze diventano importanti. Non sulla carta. Nel corpo.

Ho usato le stampelle diverse volte senza farmi troppe domande. Poi un giorno, con una protesi di caviglia da considerare, ho cercato qualcosa di più confortevole.
È lì che ho capito una cosa molto semplice: avevo imparato ad arrangiarmi, anche se forse esisteva qualcosa di meglio.

Queste stampelle possono fare una vera differenza in situazioni precise.

Non cerchiamo una stampella spettacolare. Cerchiamo una stampella più vivibile: meno dura, meno faticosa, meno punitiva.

Quando camminare con le stampelle è inevitabile, soffrire di più non dovrebbe esserlo.